002 Ricordiamo Rolando Manes attivista Movimento Lotta Cybercrime ad un anno dalla sua morte, avvenuta il 31 ottobre 2015

Ripubblichiamo quanto postammo un anno fa dopo la morte di Rolando poichè, dopo aver censurato il nostro profilo ufficiale “Movimento Lotta al Cybercrime”, Facebook ha eliminato ogni traccia dal social e dunque anche la sua precedente nota è sparita.
TITOLO J’accuse: in ricordo di Rolando Manes (ex GFT e attivista Movimento Lotta Cybercrime Italia) ad un mese dalla sua morte, avvenuta il 31 ottobre 2015L’ho incontrato un’ unica volta a giugno 2015, in occasione della prima riunione dei volontari Movimento Lotta Cybercrime a cui partecipavo; ci siamo presentati e abbiamo chiacchierato un po’ all’arrivo, un’altra chiacchierata al momento del commiato; mai visto prima, più incontrato in seguito; solo un messaggio su facebook tra noi: la malattia lo stava già consumando. Continuo a chiedermi perchè la sua morte mi abbia così sconvolta, eppure quando Jolanda mi disse della presenza di una massa dietro l’occhio, il pensiero di qualcosa di grave mi si presentò subito. Le notizie del decorso dopo l’inizio della chemioterapia non lasciavano presagire nulla di buono. Ho vissuto con mio padre il cammino di un malato di tumore in stadio avanzato, certo questo mi ha messo sull’avviso, certo questo mi ha coinvolta, esponendomi emotivamente più di quanto pensassi possibile. In questi ultimi anni ho dovuto salutare parenti e amici cari dopo anni di sofferenze o spietate veloci malattie e per quanto li amassi, in nessun caso ho vissuto la notizia della loro morte come uno schiaffo bruciante in viso. Cosa può avermi colpita in quest’uomo visto una sola volta, tanto da farmi stare così? Ripercorro le poche ore del nostro incontro e in ogni parola, sguardo, movimento o gesto rivedo l’uomo che mi è stato poi descritto in seguito. Un uomo limpido come i suoi occhi chiari e dolci, avvezzo alla fatica di vivere lottando per la propria e l’altrui dignità, tollerante e scevro dalla frenesia del giudizio superficiale e tranciante. Un uomo buono, in un mondo in cui la bontà è una colpa spesso sbeffeggiata e da circoscrivere. “
Lo ricorda Jolanda Bonino: “Rolando Manes ha lavorato al GFT, Gruppo Finanziario Tessile che aveva due stabilimenti anche a San Damiano d’Asti, fino alla crisi determinata dal mondo finanziario che ne ha sancito la chiusura. All’epoca, organizzammo una gigantesca manifestazione sindacale proprio a San Damiano perchè la chiusura dei due stabilimenti aveva messo in ginocchio moltissime famiglie e l’intera economia della zona. Rolando era in prima linea in modo determinato ma lontano da spinte violente anche solo verbali, quel che gli interessava era la salvaguardia del lavoro e della dignità dei lavoratori e delle lavoratrici. Detestava gli intrallazzi da cui non si faceva impiastrare. Era veramente una brava persona, altruista, buono, puro, generoso, leale e molto onesto. E’ stato un dirigente sindacale della Filtea CGIL (settore tessile), ma ancor più un bravo delegato sindacale RSU e RLS (rappresentante sindacale unitario e per la sicurezza dei lavoratori e lavoratrici del GFT di San Damiano (AT). Anni di lotte, battaglie, qualche vittoria e troppe sconfitte, poi la chiusura del Gruppo e la depressione, l’inserimento in un ruolo tecnico all’interno della CGIL e infine la pensione. Ha poi iniziato a collaborare con noi del Movimento Lotta al Cybercrime, anzi, è stato il primo insieme a Gianni Candelo ad affiancarmi nelle prime fasi della sua creazione e mai mi ha giudicata per il modo in cui sono caduta in quella truffa sentimental-relazionale sul web . Lui era diverso, era molto intelligente e libero dalla superficialità di giudizio tipica dei nonpensanti su argomenti nuovi. Questo è stato importante perchè mi ha sollevata dal mio stato di prostrazione e mi ha spronata ad andare avanti nel mio progetto di denuncia sociale. Lo stesso atteggiamento rispettoso e costruttivo, Rolando lo ha avuto con le altre vittime di truffe relazionali , aiutandole d destreggiarsi sul piano informatico in cui, in massima parte, erano assolutamente inesperte. Le sue capacità di ascolto ed aiuto hanno fatto crescere, nelle persone, la consapevolezza della trappola in cui si erano ritrovate, l’eleganza nel porsi le ha preservate da ulteriori ferite e danni psicologici. Non è da tutti scivolare a fianco alla gente dando aiuto, senza farne sentire il peso. Lui questo lo ha fatto.” Purtroppo il suo contributo lo ha dato per poco; un disturbo a un occhio lo ha portato, verso la metà di luglio 2015 ad intraprendere una serie di accertamenti all’Ospedale Oftalmico di Torino, dove è stato ricoverato per diversi giorni. Durante quel ricovero, vengono effettuati esami di routine e all’atto delle dimissioni gli viene consigliato di fare un esame alle ossa alle Molinette e gli si dà indicazione di rivolgersi all’Ospedale Oculistico di Padova. Questi consigli vengono dati dopo i risultati avuti da una radiografia al torace in cui non risultava esserci alcun tumore. Forse qualche sospetto di un cancro altrove viene ventilato, ma l’esito negativo dell’esame alle ossa, eseguito alle Molinette una decina di giorni dopo, fece fugare l’idea di un tumore ai polmoni e alle ossa. Ora ci si chiede: ma perchè non gli fu effettuato nessun altro esame di approfondimento ormai comunemente usato, come la TAC ?? Son tempi duri si sa ; “tagli” e “risparmio” (sulla pelle dei cittadini) son parole chiave nella sanità pubblica, alla faccia della tanto sbandierata prevenzione e della salute vera. Con Rolando i sanitari dell’Oftalmico di Torino si limitano a segnalare, che per approfondimenti, lo dirotteranno all’Ospedale di Padova, struttura maggiormente specializzata per il caso oculistico riscontrato. Per effettuare la visita, secondo la data stabilita in base alla prenotazione fissata dall’Oftalmico, Rolando si sposta in treno, dopo alcuni giorni. All’arrivo, gli viene comunicato che mancano gli esami fatti in precedenza all’ Oftalmico di Torino. Dopo una serie di telefonate, si ritiene urgente rifarli lì, con conseguente perdita di tempo e ulteriori spese di tickets. Rolando andrà poi personalmente, nei giorni successivi, a recuperare la “bustona” che l’Oftalmico aveva dimenticato di dargli o di spedire a Padova. Intanto passa altro tempo e Rolando attende ansioso notizie da parte dei sanitari che lo seguono. Li sollecita puntualmente perchè lui è persona solerte e diligente. Rolando riparte per altre visite, va anche a Genova sapendo che ci vorrà altro tempo per ricomporre il disguido… ma è abbastanza tranquillo, sembra che dopo la diagnosi per capire cosa possa essere quella massa , potrà recuperare, almeno parzialmente, la visione dall’occhio che ormai ha perso quasi del tutto. Tutti i sanitari incontrati sembra non l’abbiano allertato a dovere perchè lui si mostra speranzoso. Certo il pensiero è sempre correlato all’occhio ma nessuno gli dice apertamente che è una questione ben più grave , ed è urgentissima da affrontare. Nonostante ciò la sua ansia cresce e lo porta a dibattersi tra scartoffie, telefonate, prenotazioni, viaggi in treno , insomma una vera “via crucis” burocratica, oltre che psicologica. La realtà si rivelerà tristemente diversa; una volta eseguiti, i nuovi controlli riveleranno che quella che crea disturbi all’occhio è già una metastasi. Il problema originario, venuto fuori dopo la TAC e a distanza di uno o due mesi, risiede nei polmoni e cominciano a manifestarsi dei noduli al collo. Probabilmente era già un tumore in stadio avanzato! Da quel momento, per Rolando, cominciano le misure sanitarie da protocollo e le reazioni che il suo corpo gli oppone. La cura, le visite, le prenotazioni continuano; tutto sulle sue spalle e tutto o quasi, avviene a casa sua o in day hospital. Lui già debole e stanco è ormai stufo, deve andare o mandare qualche famigliare a prenotare, a fare le varie impegnative dal medico di base e seguire tutto l’iter burocratico sanitario. Intanto la malattia avanza , anzi galoppa. La sanità italiana, così com’è stata destrutturata negli ultimi anni, non risulta certo un’istituzione che solleva i cittadini dalle sofferenze; è piuttosto una punizione per l’esser malati. La chemioterapia aggressiva provoca delle lacerazioni intestinali che neanche gli interventi chirurgici saranno in grado di ricomporre. Addirittura , quando, in seguito a dei dolori lancinanti all’intestino viene mandato al Pronto Soccorso di Asti gli vengono prescritte ed effettuate delle purghe. A queste vicende allucinanti e all’indebolimento fisico si accompagnerà la presa di coscienza del suo stato.
Chissà se nel cercare una spiegazione a quel male che gli è cresciuto dentro silenziosamente, per poi aggredirlo all’improvviso, Rolando abbia riflettuto sulle condizioni dell’aria nella sua bella cittadina? San Damiano, da tempo, è al centro di discussioni, ricerche e indagini per la grave presenza nella sua aria di sostanze estremamente pericolose per la salute. Altissimi livelli di benzene e Pm10 sono stati rilevati costantemente e per lunghissimo tempo, senza tregua, neanche nelle ore notturne. Questo aspetto è davvero inquietante in quanto si tratta di dati tipici delle grandi città più inquinate. Solo ora, pare, si siano trovate le cause ma non si sa molto altro. Quel che si sa , in base alle ricerche scientifiche che hanno portato enormi progressi nella conoscenza di cause ed evoluzione dei tumori, è la stretta connessione tra Pm10 e cancro ai polmoni.
Tutte queste considerazioni non cambieranno le cose, Rolando non tornerà più tra noi. Di lui rimarrà però il segno e l’esempio di un UOMO che ha lavorato, per tutti i suoi anni, alla tutela e alla salvaguardia dell’ esistenza di tutti, senza ricevere nel momento del bisogno neanche una parte di quanto speso nel tempo, in termini di impegno ed attenzioni degli interessi comuni. Probabile che nel corso della sua vita, si sia spesso sentito dire: “Ma chi te lo fa fare?” Già, a conti fatti viene da chiedersi chi glielo ha fatto fare… forse la coscienza e il senso di responsabilità di chi sa che il benessere di ognuno dipende dall’impegno di tutti, indistintamente? Dell’ultimo dialogo telefonico con l’amica Jolanda Bonino, compagna di tante lotte sociali, rimane una sua frase: ” Io voglio vivere”. E lui vivrà nel nostro ricordo. Ciao Rolando, ciao per sempre da Simona Manis Algisi e Jolanda Bonino Lotta Cybercrime Cvcpi Italia·Sabato 28 novembre 2015

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...