004 – ACTA Ass. Contro Truffe Affettive lotta contro ogni violenza alle donne

Venerdì 25 novembre 2016 è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne ed ora, nel 2016, esiste in Italia anche un’ Associazione Contro le Truffe Affettive che si chiama ACTA e che ha qualcosa di IMPORTANTE da dire, e non solo sul CORAGGIO nel denunciare. Avere coraggio non significa non aver paura ma significa ritenerlo più importante della paura e dunque è bene parlare SEMPRE, denunciare, far sapere, agire, osare.
Si sa, il femminicidio, che è il delitto più terrificante, non è l’unico fenomeno esistente, c’è anche quella forma di violenza sottile, insinuante e manipolatoria che pur non manifestandosi con la forza bruta, riesce comunque ad arrecare danni psicologici e fisici enormi in chi l’ha subita. E’ una forma di manipolazione che ci cuce addosso una sorta di burka culturale, il quale, attraverso giudizi, pregiudizi, stereotipi ed ipocrisie ci imprigiona nonostante crediamo di essere persone libere .
Da noi in Occidente, questa forma di violenza stride e ci amareggia quando la si confronta con i giudizi spesso superficiali e impietosi che diamo alle altre culture. Se da un lato, accusiamo le culture islamiche di imporre hi-jab e burka alle donne (negando a priori che possa esserci scelta volontaria e consapevole nell’assecondare le proprie tradizioni) ecco che dall’altro lato, ignoriamo il velo integrale che ricopre le nostre luccicanti, democratiche, superiori e libere esistenze moderne occidentali.
Per esempio, riflettiamo sul fatto che il poter mostrare il nostro corpo non significa renderci più libere se ancora ad oggi sopravvive il pregiudizio che se indossi la minigonna “te la vai a cercare”, perché quel pregiudizio stigmatizza il comportamento della vittima e alleggerisce la responsabilità dello stupratore. Uno stupro è un ignobile delitto contro la persona, sia che essa indossi una minigonna, sia che vada in giro coi mutandoni di lana della bisnonna. Lo stupratore è un ignobile criminale che opera in un contesto fallocentrico che giudica ogni gesto della donna in funzione del desiderio maschile. E se giri in minigonna in pieno inverno il massimo che ti dovresti aspettare è un raffreddore non un troglodita eccitato che ti salta addosso. Il raffreddore è affar tuo, lo stupro è un problema sociale di tutte e di tutti.�
Il fatto che i femminicidi avvengano in massima parte in contesti familiari in cui i carnefici sono mariti, compagni, fidanzati, ci suggerisce che il problema della libertà e dell’autonomia femminile è cresciuto di pari passo alla crescente incapacità maschile di misurarsi con esse, in un contesto in cui l’oggettivazione della donna continua ad essere un motore economicamente rilevante, che spalma rotondi pezzi anatomici femminili su qualsiasi merce da piazzare, dal silicone sigillante alle pere del reparto ortofrutta al market.�
Questa premessa si è resa necessaria per poter capire ACTA , Associazione contro le Truffe Affettive, le tante similitudini con le varie forme di violenza ed i tanti PERCHE’ rimasti senza risposta.
Anche noi abbiamo subito questo velo integrale, invisibile e velenoso che si manifesta ogni qualvolta tentiamo di fare informazione e sensibilizzazione sul fenomeno. Le truffe affettive fanno sorridere, non vengono prese in esame e secondo tanti giudizi aberranti, le vittime sono solo delle cretine disposte a farsi buggerare pur di agganciare un bellone, sono solo persone attempate ed ingenue in cerca di romanticherie, sono solo zitelle in cerca di compagnia / affetto / guai, sono solo vecchie carampane in cerca del principe azzurro, sono solo stupide che abboccano alla corte di un bellimbusto … e via dicendo, perché le idiozie sentite sono tante e tali da non meritare ulteriori spazi.�
ACTA è “spiacente” di disilludere questi illuminati giudizi censori ed afferma dati alla mano, che le truffe affettive colpiscono donne mature come donne giovani. Sono donne alte, basse, magre, grasse, più o meno attraenti secondo gli stereotipi estetici proposti ed imposti, sono poco/mediamente/molto istruite e colte, sono di ogni ceto sociale. Sappiate, poi, che molte truffe affettive colpiscono soprattutto gli uomini, solo che loro ne parlano molto meno, si vergognano di più e non si espongono in racconti.
Sappiate che il fenomeno è trasversale e che si opera soprattutto coi mezzi tecnologici ed informatici che alterano la realtà e la mistificano. Ciò che conta per il predatore/truffatore è solo far cassa. Non guardano in faccia nessuno e nessuna. Ed è curioso che, paradossalmente, quelli che hanno meno pregiudizi, in questo caso sono proprio questi pirati, questi cybercriminali senza scrupoli.
Loro colpiscono gli schemi mentali e i punti deboli che sanno individuare molto bene nelle smagliature della nostra società. Ma quali possono essere queste smagliature? Valutiamone alcune, alla luce dei giudizi sopraccitati.
A tutt’oggi, per una donna invecchiare sembra essere quasi un crimine, e se sei sola non hai diritto ad aspirare ad una appagante affettività. Tanto che questa tipologia di truffe fanno parlare soltanto di romanticherie e ingenuità. Molti sostengono che se ci caschi sei cretina; se poi non appari come una “milfona” d’assalto sei ridicola e se invece appari come tale… probabilmente sei un po’ zoccola e te la sei cercata.
Ricordate le infamie scritte su Gloria Rosboch? Ebbene la si definiva attempata, bruttina, scialba, ingenua; la vittima sotto l’accusa del “senso comune”, massacrata dai benpensanti dopo essere stata assassinata dal �suo truffatore.� E in tutto ciò, in questo “edificante” panorama operano pressoché indisturbati i delinquenti da tastiera, o meglio questi parassiti sociali che hanno come complici questa “manipolazione sociale”, questa violenza penetrante.
Per le vittime diventa necessario avere un gran coraggio a denunciare, ad esporsi al giudizio impietoso di parenti, amici, vicini di casa; ci vuole un cuore impavido oltre che già in frantumi, per farsi triturare dal tritacarne delle malelingue saccenti. Quindi tengono tutto dentro, recitando una normalità quotidiana persa da tempo; parlano a mezza voce con noi e, incapaci di uscirne da sole, continuano a cercare una spiegazione all’accaduto alternando profondi sensi di colpa a ricerche forsennate autonome che le espongono a grossi rischi. �
Ma perchè non ci si chiede quante donne scompaiono nel nostro Paese ogni giorno? E se uno dei motivi delle loro scomparse si potesse ricondurre a questo fenomeno, ancora troppo poco indagato, delle truffe affettive?
Torino 24 novembre 2016

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