007 Raccolta dei Comunicati Stampa del 2016

Continua la raccolta dei documenti . Qui sotto i Comunicati Stampa del 2016
COM. STAMPA N. 6 Che la vicenda di Gloria Rosboch ci insegni …
Domani pomeriggio, mercoledì 24 febbraio 2016, i funerali di Gloria Rosboch e, a poche ore dalle esequie, i retroscena della sua vicenda continuano ad esser sviscerati su tutti i mezzi di informazione e le chiacchiere continuano a circolare senza risparmio.
Tra poche ore la professoressa “timida e dimessa”, la “… donna fragile come un cristallo, sempre sola, non bellissima”, potrà riposare in pace, al riparo dalle scemenze umane. Il segreto dei suoi pensieri e dei suoi veri sentimenti lo porterà con sé, con buona pace dei portatori “insani” di frasi fatte e pregiudizi di bassa qualità un tanto al chilo.
A noi rimane l’amarezza per il drammatico epilogo, che accompagna il ricordo del fluire delle informazioni seguite durante le indagini degli inquirenti. Alcune considerazioni, in particolare, ci tornano alla mente e ci danno molto da riflettere. Appartengono alla giornalista Rai Federica Sciarelli, la quale, nella trasmissione “Chi l’ha Visto?” del 17-02-2016 (minuti dal 1.57.27 al1.58.22), in risposta alla collega inviata a Castellamonte che la informa di indiscrezioni secondo cui, la Procura di Ivrea che indaga sulla scomparsa di Gloria, avrebbe acquisito il fascicolo dell’indagine per truffa dalla Procura di Torino, si chiede: ” Se alla Business Group ci siamo andati noi, non sapevano niente, io non ho capito per la truffa della povera Gloria cosa è stato fatto, se è stato fatto qualcosa; ci viene il sospetto però che per la truffa sia stato fatto un esposto e non si sia andati avanti più di tanto.” Ricordiamo brevemente che le indagini, per la scomparsa e il sospetto omicidio, venivano svolte dalla Procura di Ivrea mentre alla Procura di Torino si svolgevano le indagini per truffa a carico di Gabriele Defilippi, che si è poi rivelato essere il suo assassino.
Questi due filoni d’inchiesta erano stati presi in considerazione unitamente da “Chi l’ha Visto” nel corso della sua ricostruzione dei fatti, che ipotizzava un nesso tra le due vicende. La Business Group è la società presso cui Gabriele Defilippi millantò di ricoprire un ruolo di rilievo, usurpandone Logo e intestazioni ufficiali, per convincere Gloria della validità dei suoi progetti d’affari ed estorcerle i 187 mila euro. La Business Group completamente all’oscuro di quanto stesse accadendo, fu informata dalla trasmissione televisiva non dalla Procura.
Chiariamo subito che, ciò che ci dà da pensare non è l’andamento di queste indagini specifiche, gli inquirenti sanno il fatto loro e il loro lavoro per il caso Rosboch prosegue con impegno e bravura. E’ quello che la considerazione della giornalista Federica Sciarelli ci rimanda che ci preoccupa: perchè?
Perchè quando si tratta di truffe affettive, relazionali, o sentimentali le indagini vanno a rilento?
Perchè, se e quando le vittime di questo genere di truffa si rivolgono alle autorità, tutto diventa difficile e faticosissimo?
Perchè diventa troppo complicato sporgere denuncia?
Perchè tante denunce vengono archiviate ancor prima delle indagini?
Perchè le Forze dell’Ordine non accettano denunce per il furto dei sentimenti a meno che non vi siano stati esborsi di denaro?
Perchè le pochissime sentenze viste finora sono soprattutto a favore dei truffacuori?
Come Movimento che lotta per portare alla luce le truffe sottili che fan leva sui sentimenti, lo rileviamo e ne diamo informazione da tempo: denunciare ed avere ascolto nelle truffe relazionali è un’impresa complicata e spesso si viene poco considerati se non ignorati.
Perchè in questo nostro “bizzarro” Paese, solo se si arriva ad epiloghi estremi si viene degnati di attenzione? Possibile che per essere presi in considerazione ci debba “scappare il morto”? Forse il caso di Gloria non ha niente a che fare con le cybertruffe di cui si occupa il nostro Movimento, anche se l’inquietudine che ci rimanda la figura di Gabriele Defilippi e gli aspetti della sua personalità e della sua vita, ci sembrano drammaticamente attinenti alla tipologia di storie che abbiamo raccolto col nostro lavoro di ascolto ed archiviazione casi.
Resta il fatto che anche in Italia, il raggiro relazionale volto all’ottenimento di denaro e realizzato attraverso i nuovi canali di comunicazione forniti dal web, si sta affermando come mezzo di “facile” guadagno. E’ probabile che la conoscenza di questa remunerativa tipologia di raggiro, viaggi in sordina in rete, stimolando lo spirito di emulazione di personaggi dalla consistenza morale sfilacciata dai tempi o da una personalità disturbata.
La difficoltà di portare allo scoperto queste storie nasce dal poco ascolto che si riceve dalle autorità preposte ma soprattutto dalla tendenza reazionaria che crea un rigurgito di pregiudizi e mentalità antiquate, volte a bacchettare se non addirittura bastonare le vittime, mettendo in secondo piano il problema principale: il truffatore, il delinquente, il “carnefice”.
L’esistenza di organizzazioni criminali con molteplici campi d’azione, che si muovono dietro il fenomeno del cybercrime e grazie ad esso ricavano fatturati considerevoli, è cosa messa in luce da indagini e arresti avvenuti nel recente passato e che magari partivano da altri filoni d’inchiesta.
La cosa preoccupa solo noi che ormai ci sentiamo Cassandre scarmigliate?
Movimento Lotta al cybercrime e alle truffe affettive
Simona Manis Algisi, Jolanda Bonino
Torino 23 febbbraio 2016
———————————————————-
COMUNICATO STAMPA 07 per la Conferenza stampa giovedì 21 aprile 2016 alle ore 11,30 presso la Sede della Regione Piemonte , Sala Stampa, piazza Castello 165 TORINO
Il caso ” Gloria Rosboch” , truffa affettiva sfociata in un tremendo omicidio che poteva essere evitato, ha accelerato la trasformazione del gruppo “Lotta Cybercrime CVCPI Italia” , che da due anni opera contro le truffe sentimentali, romantiche ed emozionali in Italia, rinnovandosi in un’associazione senza scopo di lucro, denominata A.C.T.A. , il cui acronimo è Associazione Contro le Truffe Affettive e le cui finalità sono:
· promuovere la conoscenza e la ricerca sulle truffe affettive e non, perpetrate via web;
· organizzare iniziative per la prevenzione e il contrasto del fenomeno;
· promuovere attività per contrastare stereotipi e pregiudizi connessi alle truffe affettive;
· promuovere attività per sviluppare la cooperazione internazionale contro le truffe affettive;
· promuovere attività di accoglienza, assistenza e consulenza rivolte alle vittime di truffe affettive, compresa l’assistenza legale e la costituzione in giudizio.
La Presidente Jolanda Bonino afferma che si è lavorato intensamente con le persone intrappolate nei vari raggiri informatici in Internet, creando un vero e proprio movimento, nato in Piemonte ma che ha coinvolto anche persone lombarde, venete, emiliane, pugliesi, sarde, toscane e anche residenti in Svizzera . “Siamo soprattutto donne che, come me, vittima di una vicenda sentimentale finalizzata ad estorcermi denaro,“- continua Bonino – “considerano sia fondamentale denunciare pubblicamente la truffa, affinchè altre persone non abbiano a trovarsi nella medesima fregatura. In questo nostro percorso, abbiamo notato una buona solidarietà femminile in grado di diffondere informazioni, anche se insufficienti per la portata e complessità del fenomeno in crescita, ancora troppo poco conosciuto” . Alcune vittime sono soprattutto neofite del web e con scarsa o nulla conoscenza del mezzo con cui si espongono. Eppure, nonostante ciò, pur affrontando notevoli problemi, hanno immediatamente pensato ad avvertire chi potesse incappare in altri eventuali truffatori, o meglio TRUFFACUORI, come ironicamente li abbiamo definiti.
Finora ci siamo incontrate nei locali della Regione Piemonte, la prima regione che ci ha ospitato ed affiancato nel percorso che ha portato alla nascita di A.C.T.A. – prosegue la presidente – continuando le nostre azioni di lotta alla cybercriminalità”
vicende che ci venivano raccontate dalle vittime sottolineando, di volta in volta, stereotipi e pregiudizi che rendono difficile e doloroso il percorso che porta alla denuncia. Abbiamo cercato di farlo, usando la vena ironica per sdrammatizzare e ridimensionare la figura dei truffatori che provocano danni spesso assai più gravi del mero dato economico. A tal riguardo stiamo creando un sito, ricalcando il nostro profilo Facebook “ACTA Lotta Cybercrime CVCPI Italia” https://www.facebook.com/profile.php?id=100009274703679 su cui abbiamo pubblicato le storie che raccogliamo e dove continuiamo la diffusione di informazioni sulle truffe e sui modi per evitarle . Prendiamo in giro i fantomatici truffacuori, augurandoci di stimolare la riflessione utile a portare allo scoperto nuove vittime e alimentare discussioni per sconfiggere stereotipi e pregiudizi”
Torino, 14 aprile 2016
Per informazioni: A.C.T.A. Jolanda Bonino 339 4111700 – Simona Manis Algisi 320 7036356 – Regione Piemonte Gioele D’Urso 333 6729209 gioele.urso@regione.piemonte.it
——————————————————————————-
08 Comunicato stampa – A proposito di truffe affettive, la polizia postale italiana che fa ???
A pochi giorni dalla conferenza stampa che si terrà nel Palazzo della Regione Piemonte ( P.za Castello, 165 Torino giovedì 21 aprile 2016 ore 11)) e in concomitanza con l’ arresto di alcuni cyber-truffatori sentimentali, avvenuto qualche giorno fa in Costa d’Avorio (vedi nostre note 44 e 45 )
informiamo che ripubblichiamo nel ns profilo fb https://www.facebook.com/profile.ph… il video “Mi manda RAI TRE” (puntata del 16-04-2015) inerente una delle prime truffe sentimentali in Italia.
Dopo la spiegazione della vicenda, questi i passaggi più significativi degli esperti:
· (minuto 11:31 in poi) – Alla richiesta della conduttrice giornalista Elsa di Gati che chiede se “si trattta soltanto di una brutta questione di cuore o c’è dell’altro”, il Prof . Ugo Rufolo, volto storico di MI MANDA RAI TRE risponde che, al di là della truffa specifica di cui si sta discutendo, si tratta in generale di bande internazionali. Aggiunge che la polizia postale dovrebbe stare più attenta e continuare le indagini in collaborazione con Interpool e Ambasciata. Solo in questo modo può essere possibile bloccare la banda che diversamente continuerebbe con questi reati seriali. La Polizia Postale sbaglia nel dire alle vittime che se non vengono “fregate” nei soldi non è possibile accettare la denuncia per truffa.
· (dal minuto 14:10 in poi) Il Prof. Michele Karaboue , consigliere giuridico dell’Anbasciata della Costa d’Avorio sostiene che esistono procedure e iniziative governative che monitorano il fenomeno e che esiste una sezione di Polizia Criminale all’interno del Ministero degli Interni, la quale, attraverso la Polizia scientifica e tecnologica ha istituito un tavolo permanente. Vengono monitorati tutti i casi segnalati, vengono fatte delle indagini all’interno del territorio ivoriano e vengono anche fatte delle verifiche sui conti dove vengono poi mandati questi soldi .
Le Istituzioni ivoriane stanno dando prova di muoversi nel senso indicato dal professor Karaboue, attraverso indagini che hanno portato a risultati concreti; adesso è compito delle Istituzioni italiane dar prova di pari attenzione.
Per informazioni: A.C.T.A. Jolanda Bonino 339 4111700 – Simona Manis Algisi 320 7036356
———————————————–
Comunicato stampa 09 – Nasce A.C.T.A. Associazione Contro le Truffe Affettive
La presidente Jolanda Bonino e la vice-presidente Simona Manis Algisi, comunicano che oggi 23 marzo 2016 è nata “ACTA Associazione contro le truffe Affettive” con le seguenti finalità :
· promuovere la conoscenza e la ricerca sulle truffe affettive e non, perpetrate via web;
· organizzare iniziative per la prevenzione e il contrasto del fenomeno;
· promuovere attività per contrastare stereotipi e pregiudizi connessi alle truffe affettive;
· promuovere attività per sviluppare la cooperazione internazionale contro le truffe affettive;
· promuovere attività di accoglienza, assistenza e consulenza rivolte alle vittime di truffe affettive, compresa l’assistenza legale e la costituzione in giudizio.
Per questo motivo è stato necessario trasformare
· la dicitura di questo nostro profilo FACEBOOK il cui link è https://www.facebook.com/profile.php?id=100009274703679 in ” ACTA Lotta Cybercrime CVCPI Italia ” .
· l’indirizzo e-mail che verrà comunicato appena possibile
ACTA Associazione Contro le Truffe Affettive
Torino 23 marzo 2016
————————————————————————————————————-
COMUNICATO STAMPA n. 10
Le DONNE NON SCOMPAIONO NEL NULLA NE’ A CASO
La sentenza che condanna “padre” Graziano per l’omicidio di Guerrina Piscaglia lascia amarezza e sconforto per tutti i dubbi che ancora caratterizzano l’intera vicenda.
Ancora, purtroppo, un caso che vede una donna “s co m p a r i r e” come un oggetto scomodo e fastidioso.
Le donne non scompaiono mai a caso! Esistono sempre motivazioni che non vengono colte.
ACTA (Associazione Contro le Truffe Affettive) ha anche un’altra curiosità: qual è la posizione della Chiesa in merito a questa brutta vicenda? Ce lo chiediamo non solo perchè, nel corso delle indagini su “padre” Graziano e sui suoi rapporti con il Centrafrica (es. Nigeria ecc), l’atteggiamento della gerarchia ecclesiastica è stato bizzarro e attendista ma perchè anche riguardo alle segnalazioni e denunce al Clero e alla polizia da noi fatte, in merito ad usurpazioni di immagini di ecclesiastici di altissimo profilo (quali Papa Francesco, cardinale Vincent Gerard Nichols arcivescovo di Westminster e altri) al fine di realizzare truffe relazionali e affettive, i nostri allarmi sono caduti nel vuoto.
Qualcuno è in grado di rispondere?
Torino, 27 ottobre 2016
A.C.T.A. Associazione Contro Truffe Affettive e Lotta al cybercrime Via Valentino, 45- 14021 Buttigliera d’Asti (AT) ITALY Jolanda Bonino tel. 339.41.11.700 Simona Manis Algisi 320.70.36.356 https://www.facebook.com/Acta-Lotta… mail: ass.acta2016@gmail.com
——————————————–
012 COMUNICATO STAMPA ACTA lotta contro ogni violenza alle donne
Venerdì 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne ed ora, nel 2016, esiste in Italia anche un’ Associazione Contro le Truffe Affettive che si chiama ACTA e che ha qualcosa di IMPORTANTE da dire, e non solo sul CORAGGIO nel denunciare.
Avere coraggio non significa non aver paura ma significa ritenerlo più importante della paura e dunque è bene parlare SEMPRE, denunciare, far sapere, agire, osare.
Si sa, il femminicidio, che è il delitto più terrificante, non è l’unico fenomeno esistente, c’è anche quella forma di violenza sottile, insinuante e manipolatoria che pur non manifestandosi con la forza bruta, riesce comunque ad arrecare danni psicologici e fisici enormi in chi l’ha subita. E’ una forma di manipolazione che ci cuce addosso una sorta di burka culturale, il quale, attraverso giudizi, pregiudizi, stereotipi ed ipocrisie ci imprigiona nonostante crediamo di essere persone libere .
Da noi in Occidente, questa forma di violenza stride e ci amareggia quando la si confronta con i giudizi spesso superficiali e impietosi che diamo alle altre culture. Se da un lato, accusiamo le culture islamiche di imporre hi-jab e burka alle donne (negando a priori che possa esserci scelta volontaria e consapevole nell’assecondare le proprie tradizioni) ecco che dall’altro lato, ignoriamo il velo integrale che ricopre le nostre luccicanti, democratiche, superiori e libere esistenze moderne occidentali.
Per esempio, riflettiamo sul fatto che il poter mostrare il nostro corpo non significa renderci più libere se ancora ad oggi sopravvive il pregiudizio che se indossi la minigonna “te la vai a cercare”, perché quel pregiudizio stigmatizza il comportamento della vittima e alleggerisce la responsabilità dello stupratore.
Uno stupro è un ignobile delitto contro la persona, sia che essa indossi una minigonna, sia che vada in giro coi mutandoni di lana della bisnonna. Lo stupratore è un ignobile criminale che opera in un contesto fallocentrico che giudica ogni gesto della donna in funzione del desiderio maschile.
E se giri in minigonna in pieno inverno il massimo che ti dovresti aspettare è un raffreddore non un troglodita eccitato che ti salta addosso.
Il raffreddore è affar tuo, lo stupro è un problema sociale di tutte e di tutti.�
Il fatto che i femminicidi avvengano in massima parte in contesti familiari in cui i carnefici sono mariti, compagni, fidanzati, ci suggerisce che il problema della libertà e dell’autonomia femminile è cresciuto di pari passo alla crescente incapacità maschile di misurarsi con esse, in un contesto in cui l’oggettivazione della donna continua ad essere un motore economicamente rilevante, che spalma rotondi pezzi anatomici femminili su qualsiasi merce da piazzare, dal silicone sigillante alle pere del reparto ortofrutta al market.�
Questa premessa si è resa necessaria per poter capire ACTA , Associazione contro le Truffe Affettive, le tante similitudini con le varie forme di violenza ed i tanti PERCHE’ rimasti senza risposta.
Anche noi abbiamo subito questo velo integrale, invisibile e velenoso che si manifesta ogni qualvolta tentiamo di fare informazione e sensibilizzazione sul fenomeno. Le truffe affettive fanno sorridere, non vengono prese in esame e secondo tanti giudizi aberranti, le vittime sono solo delle cretine disposte a farsi buggerare pur di agganciare un bellone, sono solo persone attempate ed ingenue in cerca di romanticherie, sono solo zitelle in cerca di compagnia / affetto / guai, sono solo vecchie carampane in cerca del principe azzurro, sono solo stupide che abboccano alla corte di un bellimbusto … e via dicendo, perché le idiozie sentite sono tante e tali da non meritare ulteriori spazi.�
ACTA è “spiacente” di disilludere questi illuminati giudizi censori ed afferma dati alla mano, che le truffe affettive colpiscono donne mature come donne giovani. Sono donne alte, basse, magre, grasse, più o meno attraenti secondo gli stereotipi estetici proposti ed imposti, sono poco/mediamente/molto istruite e colte, sono di ogni ceto sociale. Sappiate, poi, che molte truffe affettive colpiscono soprattutto gli uomini, solo che loro ne parlano molto meno, si vergognano di più e non si espongono in racconti.
Sappiate che il fenomeno è trasversale e che si opera soprattutto coi mezzi tecnologici ed informatici che alterano la realtà e la mistificano. Ciò che conta per il predatore/truffatore è solo far cassa. Non guardano in faccia nessuno e nessuna. Ed è curioso che, paradossalmente, quelli che hanno meno pregiudizi, in questo caso sono proprio questi pirati, questi cybercriminali senza scrupoli. Loro colpiscono gli schemi mentali e i punti deboli che sanno individuare molto bene nelle smagliature della nostra società.
Ma quali possono essere queste smagliature? Valutiamone alcune, alla luce dei giudizi sopraccitati.
A tutt’oggi, per una donna invecchiare sembra essere quasi un crimine, e se sei sola non hai diritto ad aspirare ad una appagante affettività. Tanto che questa tipologia di truffe fanno parlare soltanto di romanticherie e ingenuità. Molti sostengono che se ci caschi sei cretina; se poi non appari come una “milfona” d’assalto sei ridicola e se invece appari come tale… probabilmente sei un po’ zoccola e te la sei cercata.
Ricordate le infamie scritte su Gloria Rosboch? Ebbene la si definiva attempata, bruttina, scialba, ingenua; la vittima sotto l’accusa del “senso comune”, massacrata dai benpensanti dopo essere stata assassinata dal �suo truffatore.�
E in tutto ciò, in questo “edificante” panorama operano pressoché indisturbati i delinquenti da tastiera, o meglio questi parassiti sociali che hanno come complici questa “manipolazione sociale”, questa violenza penetrante.
Per le vittime diventa necessario avere un gran coraggio a denunciare, ad esporsi al giudizio impietoso di parenti, amici, vicini di casa; ci vuole un cuore impavido oltre che già in frantumi, per farsi triturare dal tritacarne delle malelingue saccenti. Quindi tengono tutto dentro, recitando una normalità quotidiana persa da tempo; parlano a mezza voce con noi e, incapaci di uscirne da sole, continuano a cercare una spiegazione all’accaduto alternando profondi sensi di colpa a ricerche forsennate autonome che le espongono a grossi rischi. �
Ma perchè non ci si chiede quante donne scompaiono nel nostro Paese ogni giorno? E se uno dei motivi delle loro scomparse si potesse ricondurre a questo fenomeno, ancora troppo poco indagato, delle truffe affettive?
Torino 24 novembre 2016
A.C.T.A. Associazione Contro Truffe Affettive e Lotta al cybercrime Via Valentino, 45- 14021 Buttigliera d’Asti (AT) ITALY
Jolanda Bonino tel. 339.41.11.700 (Presidente) – Simona Manis Algisi 320.70.36.356 (Vice Presidente) Anna Pollaccia 339 1993618 (psicologa)
https://www.facebook.com/Acta-Lotta… mail: ass.acta2016@gmail.com
—————— ———————————————-
013 COMUNICATO STAMPA
Aprono il cuore e il portafogli : combattiamoli assieme a CHI L’HA VISTO
Siamo davvero felici che ieri, 21 dicembre 2016, la preziosa trasmissione “Chi l’ha visto” abbia iniziato ad occuparsi della pericolosità del raggiro sentimentale sul web (escroquerie, arnaque, love-scam,) classificato in Italia come truffa romantica o “truffa del principe azzurro”, termine d’effetto ma assai riduttivo rispetto alla complessità dei sentimenti ed emozioni che va a toccare.
Finalmente le segnalazioni che noi di ACTA (Ass.Contro le Truffe Affettive) continuiamo a ricevere possono avere lo sbocco necessario.
Questo fenomeno deve cessare prima che sia troppo tardi.
Sempre più giornaliste e giornalisti se ne stanno occupando ed ora ringraziamo anche la tenace Federica Sciarelli, Ercole Rocchetti e Maria Chiara Iacoucci che stanno scrupolosamente afffrontando l’argomento. Invitiamo, poi, tutte le persone a conoscenza di queste frodi informatiche , di voler denunciare, anche in modo anonimo telefonando al nr. 068262 CHI L’HA VISTO e seguire https://www.facebook.com/chilhavisto/
Chi volesse prendere visione della trasmissione di ieri, vada al segmento da h 2, min 22 sec 30 in avanti http://www.raiplay.it/video/2016/12/Chi-l-ha-visto-00d8e5ff-8aef-4165-8be6-6cdcb935962f.html opppure visioni il post nella nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/ACTA-Lotta… .�
Il caso in sé riproduce fedelmente il copione delle truffe di cui ci occupiamo da tempo : una potenziale vittima viene individuata e contattata tramite social e dopo essere stata agganciata comincia il percorso manipolativo del truffatore che si adatta a fornire con sollecitudine e puntualità ciò di cui la vittima ha bisogno; compreso i documenti abilmente falsificati. In questo contesto : un bell’aspetto iniziale che colpisce, parole gentili e via via sempre più colme di dolcezza e infine parole e �dichiarazioni d’amore. Come negli altri casi, l’uomo che si relaziona con la vittima dice di essere francese e di doversi recare in Costa d’Avorio per il suo lavoro di venditore d’auto. Da quel momento cominciano una serie di difficoltà che immancabilmente si aggravano fino a rasentare la “tragedia” e iniziano le richieste di denaro, sempre più pressanti e accorate. Fin qui niente di nuovo per chi abbia seguito le storie raccontate finora nel profilo https://www.facebook.com/profile.php?id=100009274703679 , che ci è stato bannato e del quale si sta occupando l’FBI e l’EUROPOL . �
Ciò che è importante in questa storia è la possibilità di leggere attraverso lo sguardo della telecamera che riprende la donna in modo da evidenziarne interessanti tratti psicologici.
Da tempo noi cerchiamo di far capire che la vittima , nonostante venga posta davanti all’evidenza dei fatti e di note stonate , non VUOLE arrendersi e continua ad aggrapparsi alla remota possibilità che sia tutto vero. La signora intervistata ascolta le parole dell’intervistatore ma non vuole sentirle realmente e a tratti il suo sguardo si perde, come dissociandosi dalla realtà. Le parole di fiducia nel truffatore/carnefice tornano a ribadire che quello è l’uomo con cui ella vorrebbe trascorrere il resto della sua vita, nonostante il matrimonio mandato in frantumi, i soldi sottratti al conto comune della famiglia per “soccorrere” il suo aguzzino. �Lo sguardo di questa donna è quello di una persona che sta accanto al baratro del suo fallimento e rifiuta di accettare una realtà che la distruggerebbe emotivamente una volta per tutte. Il profilo psicologico di questa vittima non si discosta da quello di centinaia di altre persone, di cui abbiamo raccolto la testimonianza. Le ed i professionisti che lavorano con noi, l’hanno definito “disturbo postraumatico da stress” e continuano ad approfondire le loro ricerche per trovare una più degna definizione. Le truffe affettive, come noi preferiamo chiamarle, allargando il campo ai molti appigli che i truffatori trovano nelle vittime che attaccano, non colpiscono solo donne e casi isolati, ma costituiscono un vero e proprio fenomeno estremamente pericoloso e in continua evoluzione e diffusione. Vengono utilizzati mezzi tecnologici che ormai tutti possediamo e i raggiri vengono realizzati con sapienza e orchestrati con maestria da più cyber criminali.
Non sottovalutiamo il problema etichettandolo come fosse la barzelletta del momento.
Anche se non lo sappiamo, in questo momento potrebbe essere un nostro familiare, o una o un nostro amico la vittima sotto attacco! O anche noi stessi !! Non giudichiamo e diffondiamo la conoscenza di queste truffe ignobili!
Torino 22 dicembre 2016
A.C.T.A. Associazione Contro Truffe Affettive e Lotta al cybercrime Via Valentino, 45- 14021 Buttigliera d’Asti (AT) ITALY Jolanda Bonino tel. 339.41.11.700 Simona Manis Algisi 320.70.36.356 https://www.facebook.com/Acta-Lotta… mail: ass.acta2016@gmail.com
————————————————————————————-
13 COMUNICATO STAMPA
Aprono il cuore e il portafogli : combattiamoli assieme a CHI L’HA VISTO
Siamo davvero felici che ieri, 21 dicembre 2016, la preziosa trasmissione “Chi l’ha visto” abbia iniziato ad occuparsi della pericolosità del raggiro sentimentale sul web (escroquerie, arnaque, love-scam,) classificato in Italia come truffa romantica o “truffa del principe azzurro”, termine d’effetto ma assai riduttivo rispetto alla complessità dei sentimenti ed emozioni che va a toccare.
Finalmente le segnalazioni che noi di ACTA (Ass.Contro le Truffe Affettive) continuiamo a ricevere possono avere lo sbocco necessario.
Questo fenomeno deve cessare prima che sia troppo tardi.
Sempre più giornaliste e giornalisti se ne stanno occupando ed ora ringraziamo anche la tenace Federica Sciarelli, Ercole Rocchetti e Maria Chiara Iacoucci che stanno scrupolosamente afffrontando l’argomento. Invitiamo, poi, tutte le persone a conoscenza di queste frodi informatiche , di voler denunciare, anche in modo anonimo telefonando al nr. 068262 CHI L’HA VISTO e seguire https://www.facebook.com/chilhavisto/
Chi volesse prendere visione della trasmissione di ieri, vada al segmento da h 2, min 22 sec 30 in avanti http://www.raiplay.it/video/2016/12/Chi-l-ha-visto-00d8e5ff-8aef-4165-8be6-6cdcb935962f.html opppure visioni il post nella nostra pagina Facebook https://www.facebook.com/ACTA-Lotta… .�
Il caso in sé riproduce fedelmente il copione delle truffe di cui ci occupiamo da tempo : una potenziale vittima viene individuata e contattata tramite social e dopo essere stata agganciata comincia il percorso manipolativo del truffatore che si adatta a fornire con sollecitudine e puntualità ciò di cui la vittima ha bisogno; compreso i documenti abilmente falsificati. In questo contesto : un bell’aspetto iniziale che colpisce, parole gentili e via via sempre più colme di dolcezza e infine parole e �dichiarazioni d’amore. Come negli altri casi, l’uomo che si relaziona con la vittima dice di essere francese e di doversi recare in Costa d’Avorio per il suo lavoro di venditore d’auto. Da quel momento cominciano una serie di difficoltà che immancabilmente si aggravano fino a rasentare la “tragedia” e iniziano le richieste di denaro, sempre più pressanti e accorate. Fin qui niente di nuovo per chi abbia seguito le storie raccontate finora nel profilo https://www.facebook.com/profile.php?id=100009274703679 , che ci è stato bannato e del quale si sta occupando l’FBI e l’EUROPOL . �
Ciò che è importante in questa storia è la possibilità di leggere attraverso lo sguardo della telecamera che riprende la donna in modo da evidenziarne interessanti tratti psicologici.
Da tempo noi cerchiamo di far capire che la vittima , nonostante venga posta davanti all’evidenza dei fatti e di note stonate , non VUOLE arrendersi e continua ad aggrapparsi alla remota possibilità che sia tutto vero. La signora intervistata ascolta le parole dell’intervistatore ma non vuole sentirle realmente e a tratti il suo sguardo si perde, come dissociandosi dalla realtà. Le parole di fiducia nel truffatore/carnefice tornano a ribadire che quello è l’uomo con cui ella vorrebbe trascorrere il resto della sua vita, nonostante il matrimonio mandato in frantumi, i soldi sottratti al conto comune della famiglia per “soccorrere” il suo aguzzino. �Lo sguardo di questa donna è quello di una persona che sta accanto al baratro del suo fallimento e rifiuta di accettare una realtà che la distruggerebbe emotivamente una volta per tutte. Il profilo psicologico di questa vittima non si discosta da quello di centinaia di altre persone, di cui abbiamo raccolto la testimonianza. Le ed i professionisti che lavorano con noi, l’hanno definito “disturbo postraumatico da stress” e continuano ad approfondire le loro ricerche per trovare una più degna definizione. Le truffe affettive, come noi preferiamo chiamarle, allargando il campo ai molti appigli che i truffatori trovano nelle vittime che attaccano, non colpiscono solo donne e casi isolati, ma costituiscono un vero e proprio fenomeno estremamente pericoloso e in continua evoluzione e diffusione. Vengono utilizzati mezzi tecnologici che ormai tutti possediamo e i raggiri vengono realizzati con sapienza e orchestrati con maestria da più cyber criminali.
Non sottovalutiamo il problema etichettandolo come fosse la barzelletta del momento.
Anche se non lo sappiamo, in questo momento potrebbe essere un nostro familiare, o una o un nostro amico la vittima sotto attacco! O anche noi stessi !! Non giudichiamo e diffondiamo la conoscenza di queste truffe ignobili!
Torino 22 dicembre 2016

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...