016 – VERDETTI IN SALSA AUDIENCE

ACTA invita i mass media a riflettere sui messaggi che emergono dai loro programmi. La scorsa settimana, RAI UNO nella sua trasmissione di fascia pomeridiana “Torto o ragione? Il verdetto finale”, ha lanciato un messaggio pericoloso e oltraggioso.
Questo quanto avvenuto in trasmissione attraverso le parole della psicologa Anna Maria Pollaccia:Una donna che ha appena subito un durissimo colpo alla propria autostima, a seguito della scoperta di essere stata truffata, abusata nei sentimenti e dal punto di vista economico, preda di un momento di profonda depressione causata dagli avvenimenti di cui e’ stata vittima, viene sottoposta ad un processo all’americana durante il quale e’ pubblicamente descritta come una povera mentecatta, incapace di badare a se stessa, ridicolizzata e colpevolizzata in quanto troppo vecchia per innamorarsi, data la tarda eta’ ( sessant’anni), affetta da problemi di deterioramento cognitivo.
A seguito del parere espresso da una sedicente giuria popolare, condannata legalmente ad essere privata parzialmente della propria libertà di disporre del proprio denaro.
Le conseguenze, prevedibili e probabili, di questa terrificante procedura che ha il sapore della caccia alle streghe, sono quelle di peggiorare la condizione psicologica della donna, già significativamente provata.
Per la proprietà transitiva inoltre ed in virtù della tendenza a fare di tutta l’erba un fascio, tutte le vittime di truffe affettive rischiano di venire considerate alla stessa stregua dell’ “imputata” di questo processo dell’inquisizione dal pubblico televisivo e di autogiudicarsi con lo stesso metro con cui è stata giudicata la donna apparsa in trasmissione.
Le conseguenze psicologiche di questo aberrante messaggio lanciato dalla trasmissione potrebbero essere devastanti, al punto da portare le vittime di truffe affettive, che già hanno difficoltà ad uscire allo scoperto, denunciare e farsi aiutare, ad un peggioramento della condizione depressiva, ad una diminuzione ulteriore della propria autostima, ad un ritiro ulteriore in loro stesse, all’aumento dell’isolamento sociale.
Lascio agli “esperti” della trasmissione che si sono arrogati il diritto di demonizzare, statizzare e condannare, le donne vittime di truffe affettive, il compito di trarre le dovute conseguenze.
Il danno è molto grave perchè molte donne, riconoscendosi nella Sig.ra Maria Grazia e temendo lo stesso giudizio a cui lei è stata sottoposta, continueranno a tacere con la famiglia, con gli amici, e non denunceranno alla Polizia Postale e ad altri organismi preposti.
Per vedere l’intera trasmissione cliccare
Torino 7 febbraio 2017

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