Chi è il personaggio a destra del calciatore Pirlo?

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Chissà chi lo sa !!! Forse qualcuno lo conosce e se dovessimo ricevere comunicazioni al riguardo, potremmo avvertire l’uomo dicendogli che le sue foto e quelle dei suoi bimbi (a viso scoperto) sono pluri-usurpate dai truffacuori del web, i quali le utilizzano per poter rubare sentimenti e soldi a ignare vittime, attraverso ruffe romantiche, sentimentali o affettive.

Anche noi abbiamo usurpato il titolo della storica trasmissione della RAI sulle persone scomparse “CHI l’HA VISTO” ma abbiamo imitato il titolo a fin di bene e per meglio svolgere il nostro ruolo sociale. Sicchè, a breve, pubblicheremo sul nostro profilo FB https://www.facebook.com/profile.ph… a corredo di questa nota n. 47 e del video già pubblicato nel settembre 2015, l’album “GABRIEL NICOLAS”, nominativo italiano-spagnolo, utilizzato dai truffatori per circuire donne italiane. L’infinità di altri nomi trovati sul web, alcuni anche femminili, sono quasi tutti francesi nonostante l’impostore si dichiari di origini italiane. Anche in questa storia che stiamo per raccontare, ovvero nell’ ennesima frode sentimentale, avvenuta grazie anche all’impressionante numero di foto usate per intrappolare meglio la vittima, ebbene, l’affascinante uomo vanta radici famigliari italiane.

E’ essenziale ancora sottolineare che, la tipizzazione di truffa affettiva di cui ci occupiamo, prevede due tipologie di vittime: chi viene usurpato nell’immagine e chi viene raggirato con l’inganno delle foto rubate. In questo caso la prima vittima è l’uomo misterioso e sconosciuto , mentre la seconda è un’operaia piemontese di mezza età.

Tutto comincia nella primavera 2015, quando un avvincente uomo dal sorriso aperto, chiede l’amicizia virtuale su Facebbok https://www.facebook.com/profile.php?id=100009274703679  .. a Clara Dallara (nome di fantasia per tutelare la vittima). La donna ci racconta di essere stata contattata da un bell’uomo che diceva di chiamarsi Gabriel Nicoolas . “Il sorriso della foto nel suo profilo mi ha ispirato fiducia e così gli ho accordato l’amicizia” conferma la donna che dice: ” Abbiamo iniziato subito a scriverci su “Messenger” perchè non ho il computer ed utilizzo solo il telefonino che, tra l’altro, mi era stato appena regalato da mio figlio. Non conoscevo tante funzioni e applicazioni del cellulare, ma l’uomo che mi ha truffato me le ha pazientemente insegnate di volta in volta.

Per me era la prima volta che iniziavo una conversazione in quel modo e la cosa mi intrigava assai perchè potevo imparare cose nuove. Ci sentivamo tutti i giorni e messaggiavamo per ore. Lui scriveva un po’ in francese e un po’ in italiano ma quando gli dissi che non conoscevo affatto la lingua francese, lui si preoccupò di tradurmi i messaggi in italiano, anche se pessimo e pieno di errori grammaticali.

All’inizio presi la cosa per gioco visto che lui mi diceva spesso “che cercava una madre per i suoi due figli gemelli” in quanto era rimasto vedovo. Pur essendo anche io vedova , rispondevo in modo sarcastico, sottolineando che , data la differenza di età (17 in più di lui) non potevo di certo fare la madre dei suoi figli, semmai potevo esserne la nonna e gli suggerivo di cercarsi una baby sitter o una donna più giovane. Ma nonostante ciò, lui continuava ad insistere dicendomi che ero io la donna dei suoi sogni, che si trovava molto bene a dialogare con me perchè gli davo sicurezza. Precisava che lui non si trovava bene con le sue coetanee e men che meno con donne più giovani. Lui voleva una donna materna, una donna senza grilli in testa e con esperienza famigliare perchè, diceva, non voleva più soffrire visto che alcune donne giovani lo avevano tradito.

Oltre questo, mi bisbigliava uun’infinità di cose dolci e frasi affettive molto toccanti. Alla fine mi sono addolcita ed ho iniziato a provare qualcosa di sentimentale nei suoi confronti. Forse era di natura filiale, forse affettiva, non so bene, forse era un miscuglio di sentimenti visto che mi parlava sovente dei gemelli, suoi bimbi, ai quali mi ero davvero affezionata. Sicchè acconsentii ad iniziare una relazione sentimentale anche perchè mi trovavo ad essere affettivamente sola e con tanta nostalgia dei niei nipotini che vivono all’estero. In particolare , Gabriel aveva la capacità di farmi tornare indietro con la memoria, quando ero serena e mi faceva pregustare una futura felicità con lui e i suoi figli , quando avremmo formato una vera famiglia.

Presi a confidarmi perdutamente, raccontandogli ogni cosa facessi e alla fine mi trovai a non poterne più fare a meno delle sue chiamate giornaliere attraverso Messenger. Succedeva che mi chiamasse anche più volte al giorno e ogni volta mi inviava una o più fotografie che documentavano ciò che lui e i suoi figli avevano fatto il giorno precedente. In tutto me ne ha inviate 99, ed erano scattate in luoghi diversi (ristorante, casa, piscina, giochi coi bimbi, teatrino mascherato ecc.ecc). Tutto ciò mi ingarbugliava assai e anche se talvolta restavo di stucco e un po’ incredula a ciò che mi raccontava, finivo per credergli poichè non è facile vivere in solitudine, dal momento che miei figli si sono sposati e abitano fuori Italia da molti anni.

Durante i tre mesi di intensa conversazione giornaliera , all’inizio lui diceva di essere un architetto francese e di abitare a GAP (Francia), poi invece mi disse che si era trasferito per un breve periodo, prima in Burkina Faso a e poi in Costa d’Avorio per ragioni di lavoro. Mi diceva che amava molto l’Italia dove aveva anche dei parenti e che voleva vivere nella mia città. Molto presto si sarebbe recato a Firenze, dove aveva ancora una vecchia nonna in salute, e , quella sarebbe stata l’occasione per incontrarmi a Roma o in Piemonte dove vivo.

Ero molto felice finchè un giorno mi disse che gli avevano rubato il portafoglio con le carte di credito ed i documenti d’identità. Dovendo rifare il passaporto per sè e per i figli mi chiese in prestito 300 euro, che io non gli mandai dicendogli di andare in Ambasciata.

Continuammo a scriverci giornalmente finchè una volta mi disse che era pronto per venire in Italia a conoscermi. Acquistò i biglietti aerei, ma il giorno antecedente alla partenza, uno dei gemelli si ammmalò e dovette portarlo d’urgenza in ospedale dove gli diagnosticarono un ‘ intossicazione alimentare gravissima. Anche Gabriel aveva dei dolori intestinali ma lievi e tali da poter corrispondere con me. Era molto avvilito e triste, ma mi rendeva partecipe di ciò che stava accadendo ora dopo ora, ed io lo confortavo. Ovviamente non partì più in quel frangente e in seguito mi chiese i soldi per i biglietti perchè aveva dovuto spenderli per i medicinali e le cure sanitarie.

Alla fine, presa da sentimenti che purtroppo mi aveva fatto nascere a seguito della sua insistenza e devozione, crollai alla sua richiesta di denaro e gli inviai 1500 euro tramite Westrn Union, indebitandomi presso una finanziaria. Non potevo rivolgermi, per il prestito, a nessuna amica e tantomeno a qualche parente visto che tenevo gelosamente per me questa intensa storia.

Mi ero convinta che poteva essere tutto credibile perchè Gabriel aveva orchestrato una bella commedia. Per esempio, nel suo profilo Facebbok comparivano saltuariamente messaggi di una sua nipote italiana, tale Sylvie Monero, che viveva in Toscana e gli scriveva notizie circa la nonna paterna e molte loro conversazioni, che vertevano sui due figli, sembravano veritiere. Era comparso pure un medico, tal Philippe Rousseau che gli suggeriva quali dovessero essere le cure migliori per velocizzare la guarigione. Mi inviò pure un video in cui , egli destreggiandosi fra una flebo e un’altra, parlava in italiano.

Tutto ciò aveva contribuito a carpire la mia fiducia e così, dopo l’invio del denaro, rimasi in attesa della sua visita. Alla data fissata, mi sono recata all’aeroporto romano dove lui avrebbe dovuto atterrare ma lo attesi invano. Lui non arrivò MAI ed io caddi nella più profonda disperazione.

In seguito due mie colleghe di lavoro mi aprirono gli occhi. Avevano visto una trasmissione di MI MANDA RAI 3 in cui venivano spiegate le dinamiche di questo tipo di truffa dei sentimenti e me ne parlarono. Capii immediatamente di essere stata raggirata ma fui titubante (per vergogna) nel denunciare l’accaduto, ma poi, parlando con le persone del Movimento Lotta al Cybercrime Italia, mi sono convinta di esporre denuncia alla Polizia Postale ed ora attendo risposte.”

Chissà!

Torino. 24 aprile 2016

ACTA Associazione Contro le Truffe Affettive

Commissione Stesura Storie

(Jolanda Bonino e Simona Manis Algisi)